In questi primi giorni di vacanza, prima di lasciarmi del tutto alle spalle le scartoffie di fine anno e dopo aver fatto archiviato gli scrutini, ho iniziato a rimettere ordine nel desktop del mio computer. Relazioni, materiali di ogni tipo, cartelle e cartellette, documenti in PDF, verifiche… Ho impiegato un’intera mattinata solo per catalogare e sistemare ordinatamente nella grande cartella “AS 2025-2026”! Come sempre, questo rito d’inizio estate coincide con l’aggiornamento delle risorse che condividerò nel negozio virtuale del mio sito: a breve, infatti, ripubblicherò i materiali di matematica e di scienze di classe quinta, rivisti alla luce di questo anno scolastico. Perché è vero che anche io riparto dalle basi progettate nel ciclo precedente – e che trovate in vendita da tempo – ma è altrettanto vero che non riesco mai a riutilizzarle così come sono, senza rimetterci mano, correggerle, ampliarle e modificarle. Ogni classe è un mondo a sé: ho bisogno di tirar fuori dal magico cilindro attività sempre nuove e modellate sui bambini. Ed è proprio per questo che i miei materiali cambieranno e si rinnoveranno continuamente.
Stamattina, proprio facendo questo lavoro di revisione, mi è finita tra le mani una bella fetta di materiale che farà parte del nuovo Quaderno di Matematica classe QUINTA (la versione aggiornata che sarà presto disponibile sul sito). Si tratta della documentazione del torneo di problemi che si è tenuto nella mia classe durante gli ultimi due mesi dell’anno.
Dovete sapere, infatti, che nella nostra classe il torneo di matematica è diventato una tradizione. Siamo partiti in seconda con le sfide di addizioni e sottrazioni (utilizzando delle app del tablet), ci siamo cimentati con il temutissimo torneo delle tabelline in terza e in quello di moltiplicazioni e divisioni di quarta. Anche quest’anno, inutile dirlo, si aspettavano qualcosa. Ma cosa inventarsi per la classe quinta?
Pensa che ti ripensa, ho capito che la sfida perfetta sarebbe stata un torneo dei problemi. Prima di tutto perché in questi anni abbiamo sperimentato la matematica in ogni forma – problemi con gli schemi, problemi per immagini, problemi geometrici, problemi laboratorio… – e poi perché , ammettiamolo, nei problemi c’è dentro tutto! Quale modo migliore, allora, per concludere in bellezza il ciclo della primaria e proclamare i nostri campioni matematici?
Sapevo che a loro è sempre piaciuto lavorare in gruppo, ma ero anche consapevole di quanto cercassero la soddisfazione di farcela con le proprie forze. Così, per la loro quinta, ho voluto progettare un torneo diverso dal solito, capace di unire le due dimensioni: una sfida in cui si concorreva sia in squadra che individualmente.
Prima fase: formare i gruppi.
La formazione dei gruppi di lavoro è da sempre una bella gatta da pelare. Se intervengo io, devo fare i salti mortali per garantire l’eterogeneità, calibrando le competenze ed evitando di sbilanciare le squadre. Poi ci sono le dinamiche relazionali: non sempre i caratteri si incastrano a dovere – anche se devo dire che nella mia classe, grazie a complicità e all’abitudine al lavoro di gruppo maturate in questi cinque anni, i conflitti erano rarissimi. Quest’anno però non volevo imporre le mie scelte. Così ho deciso di passare a loro questa patata bollente!
Ovviamente non potevo chiedere di formare gruppi spontanei: si sarebbero uniti i “compagni del cuore”, lasciando indietro qualcuno e creando inevitabili squilibri. Ho scelto una via alternativa. Ho proposto a ciascuno una serie di problemi individuali di aritmetica e geometria presi dal sussidiario. Dopo una correzione collettiva, abbiamo assegnato un punteggio a ogni risposta esatta. Dalla somma dei punteggi sono emersi i quattro bambini con il punteggio più alto.
A quel punto, sono diventati i quattro capisquadra e, a turno, hanno iniziato a scegliere i propri compagni. È stato affascinante osservare le loro strategie: alcuni hanno guardato puramente ai punteggi per accaparrarsi i più forti in matematica, altri hanno scelto “per sintonia” e amicizia. Il risultato? Sono nati quattro gruppi agguerritissimi e incredibilmente bilanciati, che hanno fatto felici tutti. Una volta formate le squadre – battezzate dai ragazzi I Matematleti, I kings dei problemi, Le Queens matematiche e I più che matematici – i bambini si sono affilati le penne, pronti per le grandi sfide.
Seconda fase: stabilire le regole del gioco.
La prima gara è stata una sfida di gruppo, l’occasione perfetta per testare il lavoro di squadra e vedere come i bambini avrebbero unito le forze. Ho proposto dei problemi a tempo con difficoltà e punteggi diversificati.
La dinamica era semplice ma ad altro tasso di adrenalina (anche perché il timer era pronto a suonare allo scadere del tempo: ogni gruppo aveva a disposizione un foglio a quadretti e le penne, mentre i problemi venivano proiettati alla LIM, divisi per colore, tempo e livello di sfida:
• Problemi Gialli. Una schermata iniziale con tre problemi da 1 punto ciascuno per ogni risposta esatta. Tempo a disposizione: 10 minuti.
• Problemi Verdi. La difficoltà saliva. Tre problemi da 2 punti ciascuno, 15 minuti di tempo per risolverli.
• Problema Viola: la vera sfida per i più determinati! Un unico grande problema più complesso con ben 5 punti e 10 minuti di tempo per trovare la soluzione.
Valutazione tra pari e trasparenza.
Alla fine della sfida, ogni squadra ha consegnato il proprio foglio di lavoro, dove accanto a ciascun pallino colorato e numerato (problema giallo 1, problema giallo 2 e così via) era indicata la risposta completa. A quel punto, ho vidimato i fogli con la mia firma e li ho scambiati tra i gruppi, affidandoli ad una squadra diversa da quella proprietaria. Abbiamo così avviato una correzione collettiva per l’assegnazione dei punteggi: un momento di grande attenzione in cui i bambini sono diventati “giudici” per un giorno (questo metodo di lavoro l’abbiamo utilizzato spesso). Una volta conclusi i conteggi, ogni gruppo ha riavuto indietro il proprio foglio originale per verificare che l’assegnazione dei punti fosse corretta. Trasparenza massima e zero polemiche!
Far correggere i fogli alle altre squadre non solo snellisce il lavoro, ma abitua i bambini a analizzare gli errori altrui con occhio critico e costruttivo. E la contro-verifica finale sul proprio foglio chiude il cerchio in modo perfetto, azzerando le tipiche contestazioni da gara.
Al termine di questa prima manche, ogni squadra ha ottenuto il proprio punteggio di gruppo, che abbiamo subito registrato su un apposito tabellone appeso alla parete della classe. Ma la vera novità di quest’anno è che i ragazzi non hanno accumulato solo punti di squadra: ciascuno di loro ha iniziato a costruire anche un proprio punteggio individuale. In questo modo, l’impegno del singolo andava a beneficio di tutti, e ognuno ha potuto dare un valido e personalissimo apporto al lavoro del proprio gruppo.

Terza fase: le gare
Con questa impalcatura di regole abbiamo navigato per tutto il mese di aprile e maggio, alternando con costanza le gare di gruppo a quelle individuali e mantenendo sempre rigoroso il nostro criterio di valutazione e trasparenza. I bambini ormai avevano preso il ritmo: sapevano quando era il momento di fare alleanza e quando dovevano scommettere esclusivamente sulle proprie forze. Inoltre, il punteggio medio di ognuno andava ad incrementare quello del gruppo quindi la motivazione a lavorare per se stessi e per il gruppo è sempre rimasta immutata. In questo modo, anche quando si lavorava individualmente, si faceva comunque il tifo per gli altri.
Ma per non rischiare che la routine spegnesse l’entusiasmo, a un certo punto ho deciso di sparigliare le carte e introdurre una variante nelle gare: il super bonus di velocità!
La regola era semplice: chi fosse riuscito a consegnare per primo l’ultimo problema, risolto in modo completamente corretto, avrebbe guadagnato ben 5 punti bonus da sommare alla propria classifica. Potete immaginare la scena in aula? Si è creata una tensione bellissima, un misto di concentrazione assoluta e sguardi furtivi al cronometro. La vera sfida, per loro, è stata gestire l’impulso a correre: perché consegnare per primi, ma con un errore, significava vedere sfumare il bonus. È stato un esercizio pazzesco non solo di logica, ma anche di controllo dell’ansia e della riflessione.
Ecco un insieme di problemi della manche individuale, fase semifinale.

Quarta fase: la finale di gruppo.
Per la gara finale di gruppo la classe è stata suddivisa in isole di lavoro con le solite squadre. Per catapultare i bambini nella narrazione e dare un senso di chiusura a questi cinque anni insieme, ho giocato la carta dell’amarcord: la figura del Pirata Quattrocchi (che riprendeva anche un’attività sui pirati, il Pirata Salsasugosa, fatta quando erano in prima elementare) e la sua ricca eredità. Questa volta, non ho proposto nessuna schermata alla LIM ma ho consegnato a ciascun gruppo un foglio con tutte le tappe del problema e i relativi indovinelli. I quesiti erano diversificati per livello di difficoltà e le squadre sono state libere di gestire autonomamente il tempo e la strategia di risoluzione. Anche questa volta abbiamo usato la stessa strategia di risoluzione: consegna del foglio e bonus tempo per il gruppo che consegnava tutto correttamente; correzione collettiva incrociata (affidata a squadre diverse); confronto finale alla LIM sui ragionamenti e sulle operazioni scelte. Una volta ritirati i fogli, ho calcolato i punti complessivi di questa finale e li ho sommati a quelli storici accumulati durante i mesi di aprile e maggio sul tabellone. E alla fine… rullo di tamburi! Abbiamo proclamato la squadra vincitrice del torneo: I Matematleti, trascinati dal fantastico intuito di Margherita, dai calcoli precisi di Marco, dal puntiglio di Mattia e dalle capacità organizzative di Ambra!
Quinta fase: la finale individuale.
E siamo così arrivati all’attesissima gara finale individuale. Per l’occasione volevo qualcosa di speciale, un grande compito di realtà che mettesse alla prova tutte le competenze acquisite in cinque anni. Così ho deciso di chiedere un piccolo aiuto alla tecnologia (quest’anno ho seguito un corso di formazione di 25 ore sull’uso critico dell’AI nella scuola, veramente interessante) e ho chiesto a Gemini come assistente alla progettazione, inserendo questo prompt: “Devo predisporre un problema a tappe per la finale del torneo individuale di matematica, classe quinta primaria. Vorrei che ci fossero frazioni, geometria e anche calcolo percentuale. Magari anche qualcosa sulla compravendita”.
L’Intelligenza Artificiale mi ha proposto una traccia a tappe dal titolo “Il grande progetto dell’Emporio Oasi Verde”, strutturata in quattro fasi ben distinte. Naturalmente, fedele alla mia filosofia, non ho fatto un semplice copia e incolla: ci ho messo mano, modificando alcuni aspetti, limando il testo e inserendo delle varianti per adattarlo perfettamente ai miei alunni. Il risultato finale è stato davvero buono.
Il giorno della finale, la mia preoccupazione principale era non penalizzare nessuno ingiustamente. Trattandosi di un problema a tappe concatenate, il rischio era che un piccolo errore di calcolo iniziale si trascinasse come effetto domino su tutte le risposte successive, vanificando l’intero lavoro del bambino.
Per questo ho scelto una strada basata sulla valorizzazione del ragionamento: dopo ogni schermata proiettata (e al termine del tempo assegnato), ognuno di loro ha preso la penna rossa per l’autocorrezione, segnando un “tic” per ogni risposta esatta o inserendo la risposta corretta. I punteggi sono stati diversificati con un criterio che ho trovato equo: punteggio pieno per risposta corretta; punteggio dimezzato a operazione individuata correttamente ma con errore di calcolo. Nell’ultima tappa del problema, invece, ho voluto cambiare strategia: niente correzione collettiva e bocche cucite sui punteggi intermedi. Volevo lasciare tutta la suspense in atto fino alla fine! Man mano che i bambini finivano, ritiravo i fogli e segnavo l’ordine esatto di consegna per individuare chi avrebbe guadagnato anche i 5 punti bonus. Ho corretto in separata sede, attribuendo i vari punteggi e facendo la classifica definitiva. È stato grazie a questo pizzico di mistero che, in un’atmosfera di trepidante attesa – in cui loro facevano ipotesi sul vincitore, si confrontavano sui risultati, facevano somme di punteggi –, ho potuto individuare i tre bambini che hanno conquistato il punteggio più alto, diventando i vincitori ufficiali della nostra gara finale (che non ho svelato però durante quella giornata!). E devo dire che sono stati bravissimi perché è stata una gara senza esclusione di colpi fatta di grandi rimonte e punteggi molto vicini tra loro!

Ultima fase: le premiazioni!
La premiazione ufficiale, con tanto di premi, è avvenuta alcuni giorni dopo, perché desideravo che ogni dettaglio fosse curato alla perfezione. Ma prima bisognava svelare i verdetti e le classifiche definitive. Ho predisposto una bella pagina rossa alla LIM e inserito via via i verdetti. Dopo aver celebrato la vittoria dei Matematleti per la sezione a squadre, siamo passati alla classifica dei primi tre posti individuali. La tensione è salita alle stelle, con picchi di suspence tali da far sussultare i corridoi, che persino le collaboratrici scolastiche, incuriosite da tutto quel fermento e dalle grida di gioia, si sono affacciate per capire cosa stesse succedendo. A quel punto sono rimaste per assistere alla premiazione! Devo confessare che è stata una gara all’ultimo sangue che inizialmente vedeva in testa Marco, Mattia, Margherita e Gaia. Ma con l’ultima gara individuale c’è stata una grande rimonta per il terzo posto e Costantino, totalizzando il punteggio massimo senza sbagliare neanche una virgola, ha spodestato Margherita e Gaia! Al primo posto, sbaragliando con il suo superpunteggio tutti quanti, si è classificato Marco e al secondo posto Mattia.
Ho quindi deciso di organizzare i premi in questo modo:
- Alla squadra vincitrice sono state assegnate delle medaglie (una per ognuno) e con scritta sul retro “Torneo dei problemi a.s. 25/26
- I tre bambini vincitori della gara individuale hanno potuto scegliere uno dei tre libri acquistati per l’occasione (ha scelto prima il primo classificato e poi gli altri due) con all’interno una dedica scritta a tema da me. Un libro su Fibonacci, uno su Leonardo e uno su Einstein.
- Premio di consolazione per tutti gli altri, un segnalibro con frase motivazionale e riferimento al torneo.

Hanno seguito le foto di rito, tra applausi e gioia condivisa! “Maestra, questa medaglia sarà il portafortuna per il mio futuro! Non la toglierò mai!!!”. Vedere i loro sguardi orgogliosi mentre stringevano le medaglie, sfogliavano i libri o leggevano la propria frase è stato il modo più emozionante per concludere il nostro viaggio nel mondo della matematica. Questo torneo mi ha fatto capire che se si insegna la matematica con passione si riesce a comprendere che questa materia non è fatta solo di numeri freddi, ma di significati, strategie, legami, risate e soprattutto condivisione di obiettivi! La matematica ci permette di vedere e vivere il mondo con occhi diversi. È una sfida costante che ci stimola a trovare sempre soluzioni nuove ed alternative ad ogni problema della nostra vita.
Al prossimo anno scolastico, nuovo giro… nuova corsa, con altre stimolanti avventure da tirar fuori dal matemagico cilindro di maestra Michela 🙂
