#Quando la maestra è in vacanza… riordina e trova vecchi libri!

E ci risiamo: come ogni anno arriva quel momento fatidico! Lezioni terminate, scrutini fatti, documentazione scolastica inviata, riunioni e corsi di aggiornamento conclusi… manca solo l’ultimo collegio. Dopo quasi due settimane sono pronta per voltare pagina, staccarmi dalla quinta e iniziare a pensare… alle vacanze? Sì, ma con calma. Noi, insegnanti con i famosi tre mesi di vacanza estivi, non riusciamo a staccare mai! O almeno, stacco ma con garbo. Durante le vacanze estive vado al mare ma leggo sotto l’ombrellone e mi si attivano tutta una serie di nuove idee per l’anno scolastico che verrà; viaggio ma alla prima occasione mi tuffo in librerie alla ricerca di nuovi albi illustrati da portare tra i banchi; disegno e mi rilasso ma le mie sinapsi mi suggeriscono come predisporre una lezione d’arte a partire dai miei disegni. Insomma, vacanza sì ma comunque resto ancorata alla mia passione più grande: il lavoro che faccio!

Sola a casa, caldo e poca voglia di andare al mare, la mente pronta per il riposo. Sono andata nel mio regno, lo studio, con l’idea di riorganizzare la scrivania per affrontare la mia nuova sfida estiva: un bel corso di pittura con i gouache. Da premettere, la mia scrivania è bella grande: ospita il Mac; l’iPad, lampada, varie tazze con penne e matite di ogni tipo; barattoli con evidenziatori, astucci, vasi in vetro con pennelli, libri che uso durante l’anno organizzati per materia e, ultimamente, una serie di scatole e scatolette contenenti acquerelli, colori acrilici, gouache, pastelli ad olio (regali dei miei genitori per il mio ultimo compleanno). Insomma, un macello!

Così non si può lavorare, mi son detta, quindi ho iniziato a spostare e risistemare tutti i libri usati in quinta. Certo, bella idea MA dove li sistemo? Perché nel frattempo le mie librerie sono rimaste quelle, mentre i libri e i materiali sono aumentati! Ovviamente sto parlando delle librerie “scolastiche” che sono nella mia zona studio e non sto tenendo conto delle librerie di narrativa e di quelle tematiche per argomenti d’interesse e di studio che sono in altre zone della casa. Insomma, per farla breve, ho smontato tutto e riorganizzato gli spazi! Risultato: l’idea di dipingere e, tanto meno di rilassarmi, è saltata! Ho trascorso quattro ore a spostare, pulire, riorganizzare e riesumare vecchi libri!

Il mio “caos calmo” – che mi ha portato in mezzo a guide didattiche, libri dei cicli precedenti, appunti sparsi, regalini dei miei alunni, post-it sbiaditi e segnalibri che, durante l’anno, mi son poi dimenticata di prendere in considerazione – si è trasformato in un carosello di archeologia didattica e amarcord. Così, il riordino casalingo è diventato, inevitabilmente,  pianificazione mentale per il futuro: perché, come scrivevo prima, la testa di una maestra non si spegne mai davvero!

Così ho deciso di tenere in vista, perché in due mesi posso anche rischiare di dimenticare tutto, quei libri che probabilmente mi potranno essere utili nel nuovo ciclo e che mi aiuteranno nella programmazione del nuovo anno scolastico. Mentalmente, li ho organizzati per nuclei tematici e discipline:

Mentre sistemavo il settore “SCIENZE” la mia attenzione si è focalizzata su due libri che, soprattutto nei primi anni di scuola primaria mi saranno utilissimi. Sapete bene quanto ami il mondo delle piante e sia fissata con gli alberi (non per niente… come si chiama il mio sito?)  quindi ho veramente tanto su questi argomenti. Ma su tutti ho messo da parte due libri preziosi che non vedo l’ora di riutilizzare e “trasformare” in nuove lezioni per i miei futuri primini a settembre. Il primo è “L’albero” di Hannan Alice (QUI puoi sbirciare di cosa si tratta). Il testo è meraviglioso e magico allo stesso tempo: grazie ad una serie di pagine trasparenti che si sovrappongono, permette ai bambini di entrare letteralmente dentro la pianta, scoprendo cosa succede sotto la corteccia o tra le radici nelle diverse stagioni. Un libro con pagine cartonate e coloratissime, perfetto per i più piccoli che hanno bisogno di toccare con mano e andare alla ricerca di nuovi mondi da esplorare. Il secondo libro è del mio autore-scienziato feticcio: Stefano Mancuso. Del professor Mancuso ho parlato più volte (se cercate il suo nome nel CERCA del mio sito troverete anche progetti veri e propri basati sui suoi testi) e, negli anni, ho acquistato veramente tutti i suoi libri. Se ancora non lo conoscete ma siete curiosi, sappiate che su RaiPlay trovate ancora disponibile il bellissimo programma che ha condotto nei mesi scorsi “La pelle del mondo” su RaiTre: ogni puntata mi ha rimesso in pace con il mondo, mi ha stimolata intellettualmente, mi ha rilassato, mi ha letteralmente nutrita! Lui poi è un narratore meraviglioso! Il libro che ho “riesumato” – un regalo che mi ha fatto una collega lo scorso anno ben sapendo quanto ami Mancuso, è “Il favoloso viaggio delle piante” (puoi vederlo nel dettaglio QUI) che è una versione per bambini del suo famoso “L’incredibile viaggio delle piante“. Mancuso non delude mai, e in questa versione adatta anche ai più giovani (ma che fa innamorare anche noi adulti) racconta di come le piante siano delle incredibili esploratrici capaci di viaggiare nel tempo e nello spazio, conquistando il mondo e permettendo il rifiorire della vita. Un modo poetico e scientificamente impeccabile per seminare la curiosità e il senso di meraviglia verso la natura fin dai primi giorni di scuola! E vi posso garantire che i suoi libri funzionano! La mia quinta in uscita ha maturato una sensibilità per il mondo delle piante e per la green-economy straordinaria!

Accanto alla sezione scientifica della mia libreria si trova quella MATEMATICA. Tra i tanti libri ne ho tirato fuori uno che non sono riuscita ad usare nel mio ciclo appena concluso (perché quando l’ho acquistato loro erano già avanti coi concetti geometrici) ma che utilizzerò sicuramente nel prossimo. Un connubio tra geometria e arte che non vedo l’ora di sfruttare. Un vero gioiello visivo: “C’era una forma” di Cruschiform e Gazhole, edito da L’Ippocampo (eccolo). Questo libro è un ponte perfetto tra geometria e arte. Racconta la storia di un regno in cui forme geometriche e colori si intrecciano per dare vita al mondo, trasformando concetti che a volte rischiano di sembrare astratti in vera e propria narrazione visiva. Per i bambini che entreranno in prima a settembre, sarà un modo magico e giocoso per fare amicizia con le linee, cerchi e triangoli, stimolando la loro fantasia prima ancora di prendere in mano la matita. Tutte queste idee saranno riportate nel mio prossimo quaderno di arte che spero di poter condividere con voi come faccio da anni con quelli di matematica e scienze.

A proposito di matematica, ho trovato un libro che mi ero ripromessa di sfogliare con più attenzione e di poter utilizzare proprio in prima ma che in questi mesi, presa da mille cose, ho lasciato in stand-by: “Alice nel paese delle meraviglie dei numeri naturali” di Katia Ciancimino (potete curiosare e trovarlo qui sia in versione cartacea che digitale). Katia, l’autrice, è una maestra di matematica proprio come me e, diversi mesi fa, mi ha scritto a proposito del suo libro chiedendomi di avere una opinione al riguardo. Lei, che ha sempre seguito il mio blog, ha poi deciso di inviarmi una copia per avere un parere sulla sua opera. Per me è stato emozionante poter avere un confronto diretto con una collega capace di trasformare la passione per la matematica in un libro coinvolgente e didatticamente stimolante. L’idea di riprendere il classico di Carroll per accompagnare i bambini alla scoperta dei numeri naturali è molto interessante. Il testo unisce la narrativa all’approccio logico-matematico, perfetto per scardinare fin da subito l’idea che la matematica sia solo “fatta di calcoli” e mostrare invece il suo lato più avventuroso! Nel libro ci sono tutta una serie di attività che permettono di sviluppare gran parte dei concetti matematici dei primi mesi di scuola con idee originali e percorsi trasversali che si prestano davvero a molteplici attività. Il libro può essere utilizzato da noi insegnanti, come guida didattica in grado di impostare una serie di attività divertenti, ma allo stesso tempo può essere anche adottato dalla classe. Io lo utilizzerò senz’altro con i miei futuri alunni: non vedo l’ora! Un grazie di cuore a Katia per questo splendido regalo ma soprattutto un grosso in bocca al lupo per il suo lavoro nel mondo dei libri per l’infanzia!

Infine, l’ultimo scaffale, che racchiude varie discipline spesso trasversali, mi ha fatto tre regali. Per EDUCAZIONE CIVICA, e guarda caso si ricollega ad Alice nel paese delle meraviglie, ho trovato la bussola che avevo già utilizzato quando facevo attività alternativa alla religione cattolica ma che si sposa bene con l’educazione civica. Il libro è Alice nel paese dei diritti” di Mario Lodi, Daniele Novara e Pia Valentinis (autori noti e straordinari che non vi devo certamente presentare), in cui la protagonista si ritrova a viaggiare non tra meraviglie astratte, ma tra regole, doveri e diritti fondamentali che rendono il nostro mondo un posto più giusto ed equilibrato. Un albo illustrato ricco di contenuti da leggere insieme a partire dai primi giorni di scuola e che consente di gettare i semi della cittadinanza attiva e dell’empatia. Adatto a tutte le classi della primaria con i giusti accorgimenti. Insieme a questo libro, ho rispolverato un altro pilastro sul tema diritti: Il cammino dei diritti nella versione quadrata a schede separate delle edizioni Fatatrac. Illustrazioni potenti, testi profondi, ma accessibili, che raccontano le tappe e le grandi lotte della storia per la conquista dei diritti umani. Un cammino lungo, a volte faticoso, ma che i nostri bambini devono assolutamente conoscere per diventare cittadini rispettosi e in grado di costruire il futuro.

Ma quando avevo pensato di aver finito, e ricordando che probabilmente riprenderò ad insegnare educazione fisica (lasciata all’esperto in quarta e quinta), è spuntato fuori un libro che ho usato nel ciclo precedente dalla terza (quando lo comprai) ma che finalmente posso usare sin dalla prima: Piccolo Yoga” di Clemi Tedeschi. Da premettere che io pratico yoga da anni e amo la filosofia yoga. Inoltre, lo yoga e questo testo in particolare, ci consente di far diventare il corpo un canale di apprendimento attivo. Io faccio yoga ma questo libro è adatto a tutti gli insegnanti, anche a chi non lo pratica, perché offre un’opportunità per spezzare i momenti di tensione, o di agitazione o di ricarica della vita tra i banchi, in attimi di respiro e relax in cui trovare un nuovo centro! Una guida pratica, piena di posizioni e giochi ispirati alla natura e agli animali, perfetti da proporre sia come “pausa attiva” in aula o in cortile ma anche come sessione di educazione fisica in palestra. Io di solito dedicavo allo yoga una lezione mensile… anche se spesso i bambini mi chiedevano di farne anche di più perché si divertivano un mondo. Lo yoga rappresenta una sfida e questo libro consente di far imparare a prendersi cura del benessere non solo fisico ma anche emotivo.

E con la libreria finalmente in ordine – o almeno, in un disordine decisamente più ispirato – posso ufficialmente dichiarare aperta la mia estate. Ma si sa, quanto la maestra è in vacanza… la scuola non è mai davvero troppo lontana. E quindi la stagione dei libri è appena iniziata! Prossimo post? I libri da leggere sotto l’ombrellone 🙂

Il mio regno… più o meno in ordine

Buon letture in relax e a presto!

 

 

 

 

 

 

 

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