Con i ricordi di viaggio, il profumo del mare, le letture e le uscite serali, mi appresto a concludere queste vacanze bollenti in cui ho trascorso molti pomeriggi a boccheggiare a casa con l’aria condizionata e i ventilatori accesi. Ho avuto tempo per ricaricare le pile, svagarmi, fare ciò che mi piace fare e che durante l’anno scolastico viene un po’ lasciato in secondo piano… ma anche per pensare, creare e progettare il nuovo anno scolastico. O almeno, l’inizio del nuovo anno scolastico! Sicuramente, bolle in pentola un nuovo quaderno – oltre a quello di matematica e scienze – che spero possa diventare a 360°. Insegno arte da un ciclo intero – oltre ad essere specializzata in questa disciplina nutro una passione vera e propria per l’arte in tutte le sue forme – e spero, che con il nuovo ciclo che sta per avere inizio… potrò avere, tra le discipline di insegnamento assegnate, anche musica. Vedremo…
Osservare prima di giudicare e accogliere: creare la classe prima partendo dai bambini, senza fretta
Intanto ho iniziato a pensare alla mia nuova prima in arrivo. Noi insegnanti, di solito, ci passiamo ogni cinque anni, e da un ciclo all’altro è sempre diverso… quindi è come un po’ riprendere in mano la situazione partendo, non da zero, ma quasi. Insomma, non sai mai quello che ti aspetta! Ma comunque partiamo sempre dallo stesso presupposto: passare dalla scuola dell’infanzia alla primaria è un salto enorme, un momento delicato. E noi dobbiamo essere in grado di gestirlo al meglio. Sappiamo bene che per un bambino di sei anni, l’ingresso nella scuola primaria, significa entrare in un ambiente nuovo, con regole diverse, spazi sconosciuti e la sensazione improvvisa di “dover diventare grande”. Credo che inserire subito un bambino in routine rigide o sottoporlo a prove su foglio per “testare cosa è in grado di fare” rischia solo di generare affaticamento e ansia da prestazione. Per noi docenti è fondamentale gestire e coordinare i primi giorni di scuola in modo che non siano solo un momento di attesa, ma piuttosto rappresentino il primo vero mattone per creare le fondamenta della nostra comunità di apprendimento. Inoltre, per il team dei docenti, la prima settimana ha un valore strategico: serve a osservare per formare classi eterogenee, equilibrate e ricche di risorse.
Quindi, anche questa volta, mi son chiesta come poter rilevare i prerequisiti motori, ritmici, spaziali, espressivi e logici senza appesantire questo momento così delicato e con nuove attività da proporre. Questo sarà il mio nuovo terzo ciclo e ho ancora voglia di creare, sperimentare, mettermi in gioco e migliorarmi. Certo, ho la mia esperienza, ho altri materiali da cui partire… ma sicuramente sono cresciuta professionalmente in questi anni e non posso restare fossilizzata sempre sulle stesse attività.
La risposta che ho trovato è quindi partita dal mio modo di fare scuola e dalla mia esperienza sul campo: partire da un’osservazione discreta, informale e ludica. Attraverso il movimento corporeo, l’esplorazione dei sensi, la musica e la manipolazione leggera — intrecciando Matematica, Scienze, Arte, Musica e Educazione Fisica — è possibile far emergere in modo naturale le competenze pregresse di ciascuno. Senza compiti formali, senza fogli di valutazione visibili, ma lasciando ai bambini il tempo di giocare, conoscersi e prendere le misure con questo nuovo mondo.
Ho scelto di guidare i miei futuri alunni alla scoperta di sé, degli altri e dello spazio attraverso una prima fase che mi consentirà di formare la mia classe a partire da un’osservazione a basso impatto materiale, basata sul gioco motorio, l’ascolto e la corporeità, ideale per rilevare lo schema corporeo, la percezione spaziale e le competenze logico-ritmiche nei primi giorni e anche con l’aiuto di alcuni albi illustrati che utilizzerò durante l’anno scolastico. Dalle forme di Pezzettino al viaggio di Piccolo Blu e Piccolo Giallo, alla crescita di Achille il puntino fino alle strade imprevedibili di Gianni Rodari, ogni storia diventa un pretesto per muoversi, ascoltare, osservare e fare esperienza concreta, senza la fretta di dover subito “produrre”, ma con il desiderio di esplorare insieme. Per me è fondamentale portare avanti sin da subito la mia idea di scuola in cui i linguaggi espressivi e scientifici non vivono in scomparti stagni, ma dialogano continuamente fin dal primo giorno.
Il senso della prima settimana: accogliere prima di valutare
Nei primi giorni non serve verificare quanto i bambini “sappiano già fare” in termini di contenuti scolastici, quanto piuttosto capire come si orientano nel mondo. L’osservazione iniziale deve concentrarsi sui prerequisiti di base quali lo schema corporeo e la lateralità (come si muovono nello spazio e come gestiscono il proprio corpo), prerequisiti logico-matematici (la capacità intuitiva di raggruppare, confrontare quantità e individuare relazioni topologiche), discriminazione uditiva e ritmo (l’ascolto attivo, il controllo dell’impeto e la sincronia con il gruppo) e le competenze relazionali (l’autoregolazione, il rispetto dei turni e l’approccio spontaneo con i compagni).
Tutto questo si rileva al meglio quando il bambino non sa di essere “osservato”, ma si sente semplicemente coinvolto in un’esperienza di gioco condivisa.
Per non sommergere la classe di materiali da gestire o fogli da archiviare (anche perché poi non tutti quei bambini faranno parte della mia classe), ho pensato di strutturare le attività dei primi giorni puntando su un approccio interdisciplinare e a basso impatto di materiale coinvolgendo quindi il linguaggio espressivo, corporeo e logico (intrecciando Matematica, Scienze, educazione Artistica, Musicale e Motoria) e facendo dell’esperienza quotidiana un laboratorio itinerante dove potrò osservare e creare insieme a loro.
Vi propongo alcuni esempi di attività che possono essere utili soprattutto nei primi giorni e che riassumono un po’ i grandi classici delle attività da fare durante l’accoglienza ma non solo.
La Maga degli Elementi e il Viaggio nella Natura (Ed. Fisica + Musica + Scienze + Matematica)
Materiali necessari: Un tamburo/tamburello (il “tamburo magico”), nastri di stoffa o fazzoletti colorati, cerchi e corde già presenti in palestra/aula.
Obiettivo di osservazione: Rilevare la coordinazione motoria, la sincronia ritmo-gesto, il dominio dei concetti topologici, la capacità di traduzione grafica nello spazio e la propriocezione.
Incipit Narrativo
“Oggi la nostra aula/palestra diventa un territorio magico dove la Maga degli Elementi custodisce i segreti della Natura. La Maga parla attraverso il ritmo del suo tamburo speciale. Quando il tamburo suona, ci trasformiamo e viaggiamo insieme a lei tra il bosco, il mare e il cielo; ma quando il tamburo tace, la Maga si ferma per farci scoprire una nuova magia della terra, dell’acqua o dell’aria!”
- Il Regno della Terra: La Maga del Bosco
Focus: Appoggio, stabilità, orientamento spaziale e concetti topologici di base.
Come si gioca: nella prima parte del gioco degli “stop” suono il tamburo modificando l’andatura (lento come un orso, veloce come uno scoiattolo, accelerato come un vento improvviso) e anche il ritmo mentre i bambini adattano l’andatura nello spazio; nella seconda parte guido i bambini attraverso gli “ostacoli” del bosco usando gli attrezzi a terra (cerchi come “tane”, corde come “fiumi”, compagni come “alberi”).
Comandi di stop (Incantesimi di postura e punto di contatto):
Il Riccio: “STOP! La Maga vi trasforma in ricci impauriti: tutti appallottolati a terra, senza far vedere la pancia!” (Sfericità del corpo, tono muscolare raccolto).
Il Fenicottero del Bosco: “STOP! Fermi su un solo piede con l’altro appoggiato al ginocchio e le mani sui fianchi!” (Equilibrio statico e coordinazione fine degli arti).
Il Ponte di Pietra: “STOP! Create un ponte toccando terra solo con 2 mani e 2 piedi, con la pancia rivolta verso l’alto (o verso il basso)!” (Forza negli arti, coordinazione e stabilità).
L’Uccellino nel Nido: “STOP! Cercate una tana (cerchio) e fermatevi accucciati all’interno con i gomiti sulle ginocchia!” (Concetto topologico dentro/fuori + postura contenuta).
Il Fungo coi Piedi: “STOP! Fermi sul posto, in piedi ma sulle punte dei piedi, allungando le braccia verso l’alto per toccare il cielo!” (Estensione della colonna e controllo dell’equilibrio avanzato).
L’albero secolare: “STOP! La Maga vi trasforma in alberi secolari in equilibrio su un solo piede e le braccia rivolte verso l’alto!” (Equilibrio statico e coordinazione fine degli arti).
Comandi di movimento e posizione (alcuni esempi):
“Per sfuggire all’incantesimo, entrate dentro la tana (cerchio)!”
“Camminate in equilibrio sopra il fiume incantato (corda).”
“Nascondetevi dietro all’albero (un compagno).”
“Fate due salti fuori dalla tana e fermatevi davanti alla maga.”
Cosa osservo: Sincronia tra stimolo uditivo e gesto motorio, prontezza di riflessi, controllo dell’equilibrio e consapevolezza dello schema corporeo. Padronanza intuitiva dei concetti topologici (dentro/fuori, sopra/sotto, davanti/dietro) e capacità di quantificazione rapida (es. “due salti”). Posso proporre il gioco in due fasi: nella prima nomino “il personaggio” e indico a quale postura è associato; nella seconda fase nomino “il personaggio” e loro devono ricordare la postura da assumere.
- Il Regno dell’Acqua: La Maga del Mare
Focus: Fluidità, cambio di ritmo, coordinazione globale e relazioni di posizione.
Come si gioca: nella prima fase pronuncio dei suoni che riproducono la risacca del mare e le onde in tempesta (si possono usare anche delle tracce musicali ad hoc) e i bambini si muovono “nuotando”, fluttuando e interpretando i suoni; nella seconda fase fornisco dei segnali di postura e infine propongo un’attività espressivo-creativa.
Comandi di movimento e posizione (alcuni esempi):
“Tuffatevi dentro la conchiglia (cerchio).”
“Nuotate davanti al compagno per guidare il gruppo.”
“Fate due salti fuori dall’acqua per respirare!”
Fase espressiva e creativa: Con i nastri, chiedo che facciano “onde morbide, ampie e lente come le correnti dell’oceano” interpretando i suoni che produco di volta in volta.
Cosa osservo: Fluidità nei movimenti, controllo dell’equilibrio in posizioni insolite e consapevolezza dello schema corporeo. Sincronia tra andatura e variazioni di ritmo. Fluidità e ampiezza del gesto visuo-motorio nel tracciare onde con i nastri, ascolto dei segnali corporei (respiro e battito) nella transizione dallo sforzo al riposo, e capacità di condividere lo spazio e cooperare senza scontrarsi.
- Il Regno dell’Aria: La Maga del Tempo e del Vento
Focus: Controllo del tratto, velocità, contrasto forte/piano e ascolto del proprio corpo.
Come si gioca: nella prima fase chiedo ai bambini di immaginare di muoversi nello spazio mossi dal vento ed eseguire dei movimenti ben precisi nell’aria come se avessero dei pennelli in mano; nella fase finale ascoltano ed esplorano le sensazioni di tutta l’esperienza.
Esplorazione del movimento che diventa gesto grafico, comandi (alcuni esempi):
“Tracciamo mulinelli di vento spaventosi (spirali)”
“Tracciamo gocce di pioggia fitte e veloci (tratti brevi dall’alto verso il basso)”
“Tracciamo cerchi ampi nell’aria come per fare una grande bolla di sapone”
“Tracciamo la traiettoria del volo di un uccello”
Cosa osservo: Fluidità del gesto visuo-motorio, uso dello spazio perichirochinetico (vicino al corpo) ed extrachirochinetico (ampio nello spazio), capacità di variare la tensione muscolare (tratto rigido vs fluido).
Percezione di sé e ascolto finale: Dopo aver viaggiato tra bosco, mare e vento, la Maga invita tutti a sedersi in cerchio a terra.
“Mettete la mano sul petto: come batte il cuore dopo la tempesta di vento?”
“Sentite il respiro: è veloce come il mare in mareggiata o sta tornando calmo come la terra del bosco?”
“Come si sente il nostro corpo adesso che è finita la magia?”
Cosa osservo: Capacità di percezione interna (propriocezione), riconoscimento dei segnali fisici dello sforzo e del riposo, uso di un lessico appropriato per descrivere gli stati del corpo.
Cose utili da osservare durante questi giochi per formare la classe
- Iniziativa relazionale: Chi prende subito la leadership? Chi tende a isolarsi o ad accodarsi sempre alla stessa persona?
- Gestione dell’attesa: Chi riesce a rispettare il proprio turno senza frustrazione?
- Sfera socio-relazionale: Rispetta i tempi del gioco e il patto narrativo? Si muove nello spazio senza urtare gli altri e coopera nei comandi di gruppo?
- Linguaggio non verbale: Chi cerca il contatto visivo/fisico con i compagni e chi invece mostra rigidità corporea o chiusura?
- Musica: Sa adeguare il movimento al ritmo? Riconosce la pausa/silenzio?
- Ed. Fisica: Ha equilibrio? Riconosce le parti del corpo invocate? Ha un buon controllo motorio e una giusta coordinazione oculomotoria?
- Scienze: Riconosce i segnali fisici di stanchezza/attivazione del proprio corpo?
- Matematica: Riesce ad orientarsi nello spazio/comprende i concetti topologici (dentro/fuori, sopra/sotto, davanti/dietro)?
- Arte: È capace di tradurre un concetto visivo/formale (linea dritta, curva, chiusa) in un gesto fluido?
“Tutti in Cerchio: Chi Manca?” e Classificazioni con Oggetti (Matematica + Scienze)
Focus: Riconoscimento di attributi e proprietà dei materiali, classificazione per criteri logici e sensoriali, stima intuitiva delle quantità (subitizing) e confronto tra insiemi.
Come si gioca: Ci si mette tutti in cerchio e si dispongono al centro una serie di oggetti vari (blocchi logici, legnetti, pigne, tappi colorati) invitando i bambini ad osservarli e classificarli in base alle loro caratteristiche disponendoli dentro alcuni cerchi in base alle mie richieste; in un secondo step inserisco dentro vari cerchi gli oggetti e faccio domande mirate.
Domande chiave delle varie fasi del gioco (alcuni esempi):
“Raggruppate tutti gli oggetti di un determinato colore… di una determinata forma… di una determinata tessitura tattile”
“Raggruppate tutti gli oggetti che sono naturali… o artificiali”
“Dove ce ne sono di più… di meno… nella stessa quantità?”– Stime visive di quantità senza il bisogno del conteggio formale o della scrittura.
Cosa osservo: Capacità di raggruppare per criterio, stima visiva delle quantità (subitizing), confronto di insiemi. Uso del lessico sensoriale (propriocezione, tatto), discriminazione di materiali e tessiture.
A questo punto posso decidere se utilizzare gli albi illustrati per sondare alcuni aspetti dell’osservazione che mi sono sfuggiti durante le prime attività oppure usare questi racconti con la classe già formata e per creare un collante con le attività proposte prima e quelle che verranno nelle settimane successive con la classe definitiva. La mia idea è quella di avere un “ventaglio di occasioni” da offrire alla classe in base alle necessità che mi si presentano di volta in volta e sondando anche il loro livello di gradimento e partecipazione. Non è detto che ognuna di queste attività venga proposta, non è detto che vengano proposte in questo ordine e nemmeno in questo particolare momento dell’anno. Ogni classe è diversa a sé e sarebbe una forzatura pensare di proporre delle attività forzatamente senza prima aver conosciuto i bambini quindi è buona prassi, in queste prime settimane, avere una serie di attività interscambiabili da proporre o meno in base al contesto evidenziato e scoperto.
Pezzettino e Achille il puntino (Matematica + Arte + Ed. Fisica)
Focus: Concetti di intero/parte, forma, schema corporeo e coordinazione.
Lettura e aggancio: Si leggono l’albo illustrato Pezzettino di Leo Lionni (alla ricerca della propria identità tra gli altri) e Achille il puntino di Guia Risari e Marc Taeger (un puntino che scopre il suo corpo e lo spazio attorno a sé) per sviluppare tre attività ben distinte:
- Il puntino prende forma (ed. Fisica): I bambini sono inizialmente “puntini” rannicchiati a terra sul tappeto. Su indicazione della musica o del tamburo, il puntino si allunga, scopre di avere due braccia, due gambe, e inizia a muoversi nello spazio esplorando livelli diversi (alto, basso, vicino, lontano).
- L’intero e la parte (Matematica): Utilizzando tessere quadrate colorate (i “pezzettini”), i bambini lavorano sulla composizione: “Quanti pezzettini servono per fare un quadrato più grande? Quanti per fare un rettangolo?”. Si lavora sull’idea intuitiva di quantità e insieme.
- Costruiamo un personaggio (Arte): A partire da un solo puntino o quadratino disegnato sul foglio, ciascuno sviluppa un personaggio aggiungendo elementi (linee, forme geometriche, colori), trasformando la traccia astratta in una figura espressiva.
Piccolo blu e piccolo giallo di Leo Lionni (Arte + Scienze + Musica)
Focus: Teoria della percezione visiva, mescolanza di colori, reazioni chimico-fisiche e timbro.
Lettura e aggancio: La storia dell’amicizia tra Piccolo Blu e Piccolo Giallo che, abbracciandosi, diventano verdi e non vengono più riconosciuti dalle rispettive famiglie.
Attività trasversali:
- Scienze (L’esplorazione dei liquidi e della materia): Esperimento pratico di mescolanza sensoriale. Si usano bicchieri trasparenti con acqua colorata o gocce di tempera. I bambini osservano la trasformazione chimico-fisica del colore: la fusione di due elementi distinti che ne creano uno nuovo (i colori primari che diventano secondari).
- Arte (L’abbraccio dei colori): Utilizzando la tecnica della pittura a dita o dei lucidi/fogli trasparenti colorati sovrapposti alla finestra, i bambini sperimentano la Trasparenza e la Sovrapposizione.
- Musica (I suoni che si abbracciano): A due strumenti o timbri diversi (es. un legnetto dal suono secco e un triangolo dal suono lungo) vengono associati il “blu” e il “giallo”. Quando suonano insieme, creano un “suono verde” (un accordo o una sovrapposizione ritmica).
La coccinella prepotente di Eric Carle (Matematica + Scienze + Ed. Fisica)
Focus: Il tempo (l’orologio), il confronto di grandezze, le emozioni e le dimensioni del corpo.
Lettura e aggancio: La coccinella che, ora dopo ora, sfida animali sempre più grandi fino a ritrovare la misura di sé e la gentilezza.
Attività trasversali:
- Matematica (I numeri, l’orologio e le dimensioni): Ricostruzione della sequenza temporale della storia. Si collegano le ore del giorno (la scansione del tempo) alla dimensione degli animali incontrati (più grande di / più piccolo di), introducendo le prime seriazioni ordinate.
- Scienze (L’osservazione del mondo animale): Analisi delle caratteristiche degli animali del libro (insetti, mammiferi, volatili). Confronto tra la struttura corporea di una coccinella e quella di una balena.
- Fisica (Il gioco delle dimensioni): Gioco motorio di occupazione dello spazio: “Occupiamo lo spazio come una piccola coccinella che si stringe” vs “Mettiamoci in posizione da balena gigante che occupa metà palestra”. Sperimentazione motoria dei concetti di ingombro e forza muscolare.
La strada che non andava in nessun posto di Gianni Rodari (Ed. Fisica + Musica + Matematica)
Focus: Concetti topologici, percorsi, ritmo narrativo e ascolto.
Lettura e aggancio: La determinazione di Martino nel percorrere la strada che tutti dicevano non portasse da nessuna parte
Attività trasversali:
- Fisica / Matematica (Il percorso di Martino): In palestra si allestisce un vero e proprio “percorso narrativo” guidato con ostacoli, linee aperte/chiuse, curve e deviazioni. I bambini devono seguirlo applicando consegne topologiche composte: “Fai tre passi avanti sulla linea dritta, gira a destra attorno al piloncino, salta dentro il cerchio chiudendo il percorso”.
- Musica (La colonna sonora del viaggio): Ritmare il cammino di Martino usandone la cadenza. Usare tracce musicali a scelta o uno strumento semplice come i legnetti, il tamburo, il flauto o il triangolo (il ritmo della parola legato al ritmo del corpo).
- Arte (La mappa del viaggio fantastico): Dopo aver vissuto il percorso con il corpo, i bambini disegnano su un grande foglio la “strada insolita”, inserendo punti di partenza, tappe e arrivo (primi elementi di rappresentazione cartografica e orientamento).
Finito questo primo percorso di conoscenze, osservazione e valutazione che servirà a formare classi eterogenee e bilanciate, possiamo rimboccarci le maniche per iniziare il percorso con quella che sarà la nostra classe per i prossimi cinque anni! Ecco alcune attività mirate.
Attività di accoglienza classe prima (prima settimana con classe formata)
Il Filo Conduttore: Esplorare, Contare, Suonare, Creare
Finalmente, a classe formata, è possibile iniziare a stabilire routine, confini spaziali e relazionali che serviranno da base e collante per il futuro. Anche in questa seconda fase le attività usano il movimento e i sensi come veicolo di apprendimento creando anche una liaison con i giochi del primo periodo.
1) I Cerchi delle Cose (Ed. Fisica + Matematica + Musica)
Obiettivo: Lavorare sulla percezione spaziale, la classificazione e il ritmo.
- In grande classico (Ed. Fisica): In palestra o in cortile, dispongo a terra cerchi di plastica colorati. I bambini si muovono liberamente seguendo il ritmo di un tamburo o di una sequenza ritmica battuta con le mani. Quando la musica si ferma, ciascuno deve occupare un cerchio seguendo un comando spaziale (es. “Un piede dentro e uno fuori”, “Tutti vicini al cerchio rosso”).
- Prime classificazioni (Matematica): All’interno dei cerchi vengono distribuiti oggetti naturali (foglie, pigne, sassi) o materiale didattico. I bambini devono raggrupparli per caratteristiche visibili (colore, grandezza) e iniziare a fare confronti di quantità (più di, meno di, tanti quanti) senza usare ancora i numeri scritti.
- Orchestra e direttore (Musica): A ogni tipo di raggruppamento viene associato un suono (es. sassi = battito di mani, foglie = strofinio delle palme). Si esegue una prima “partitura” di classe diretta dall’insegnante.
2) Il Corpo come strumento nello Spazio (Ed. Fisica + Musica + Scienze)
Obiettivo: Schema corporeo, percezione uditiva e coordinazione motoria.
- Ascolto (Scienze/Ed. Fisica): Attraverso il gioco dell’ascolto, i bambini esplorano le risposte del proprio corpo: cosa succede al battito del cuore o al respiro quando si corre velocemente rispetto a quando si sta fermi sul tappeto?
- Suono (Musica/Ed. Fisica): Percorso motorio in cui ogni stazione richiede di produrre un suono corporeo diverso (body percussion):
- Passaggio sul percorso dritto battito di mani.
- Salto nei cerchi piedi che battono a terra.
- Camminata a zig-zag schiocco di dita o colpi sulle cosce.
3) Tracce, Linee e Confini (Matematica + Arte + Ed. Fisica)
Obiettivo: Prerequisiti topo-logici, motricità fine e grafismo.
- Mi muovo (Ed. Fisica): Tracciare a terra con nastro adesivo da carrozziere linee dritte, curve, aperte e chiuse. I bambini le percorrono camminando sopra, a cavalcioni o saltando su un piede solo.
- Comprendo (Matematica): Identificazione dei concetti di dentro/fuori, sopra/sotto, aperto/chiuso attraverso giochi a stazioni lungo i percorsi tracciati.
- Mi esprimo (Arte): Riportare i percorsi vissuti con il corpo sul foglio da disegno, traducendo il movimento macro-motorio in grafismo (uso di gessetti, pittura o pennarelli a tratto grosso).
In tutta questa fase è importante poi non trascurare un aspetto fondamentale: la socializzazione. I giochi proposti serviranno per fare gruppo e permettere ai bambini di iniziare a conoscersi ma in modo leggero ma coinvolgente e facendo in modo di strutturarli in modo che nessuno si senta giudicato o messo in mostra da solo. Molti bambini non sanno ancora leggere né scrivere e alcuni potrebbero essere timidi o sopraffatti dal nuovo ambiente. Le attività migliori sfruttano il corpo, lo spazio, la voce e la pittura/disegno senza l’ansia della prestazione.
Ecco una serie di giochi trasversali che aiutano a rompere il ghiaccio, costruire un senso di comunità e mi permettono comunque di procedere all’osservazione mirata.
1) La Rete dei Nomi e delle Passioni (Ed. Fisica + Musica + Relazione)
Come si gioca: Ci si siede tutti in cerchio a terra e io tengo in mano un gomitolo di lana spessa e colorata che dovrò passare ai bambini. (Questo è un grande classico che funziona sempre e che è utile anche quando arrivano alunni nuovi ad anno già iniziato).
Svolgimento:
- Chi ha il gomitolo dice il proprio nome accompagnandolo da un gesto del corpo o da un suono con la voce (es. “Mi chiamo Marco” + battito di mani sul petto).
- Tutta la classe ripete in coro il nome e il gesto (questo serve a validare ogni bambino e a memorizzare i nomi senza sforzo).
- Tenendo stretto un lembo del filo, chi parla lancia il gomitolo a un compagno dall’altra parte del cerchio.
- Alla fine, si sarà creata una grande “rete di lana” che collega tutti i bambini della classe.
Faccio notare: “Se uno di noi muove il suo filo, tutta la rete si muove. Siamo tutti collegati: se uno cade o ha bisogno di aiuto, la rete lo tiene su”.
2) Il Vento Soffia Per… i Nostri Gusti (Ed. Fisica + Scienze)
Come si gioca: I bambini sono disposti in cerchio, ciascuno in piedi sopra un segnaposto a terra (es. un nastro adesivo o un foglietto) mentre io sto al centro senza segnaposto.
Svolgimento:
- Dico: “Il vento soffia per tutti quelli a cui piace… il gelato al cioccolato!” (oppure: “…a cui piace andare in bicicletta”, “…che hanno un cane”, “…a cui piace il colore blu”).
- Tutti i bambini che condividono quella caratteristica devono lasciare il proprio posto e correre per occuparne un altro libero (reattività motoria).
- Chi rimane al centro propone la frase successiva (aiutato da me… se è timido).
Questo gioco aiuta i bambini a scoprire spontaneamente affinità con compagni con cui magari non hanno ancora parlato, normalizzando le diversità e le preferenze di ciascuno (osservazione delle diversità).
3) Il Paesaggio dei Suoni Condivisi (Musica + Ed. fisica)
Come si gioca: Si lavora a coppie, sparsi nello spazio dell’aula o della palestra. L’intento è quello di creare un paesaggio sonoro.
Svolgimento:
- A ogni coppia viene assegnato un “suono segreto” fatto con il corpo o con la voce (es. coppia 1 = fischio del vento, coppia 2 = battito di mani, coppia 3 = schiocco della lingua). Lo sussurro ad ogni elemento della coppia senza farmi accorgere da tutti gli altri.
- I bambini si separano e si mescolano nella stanza.
- A occhi aperti ma senza parlare, devono muoversi nello spazio riproducendo solo il loro suono e ascoltando quelli degli altri fino a quando non ritrovano il proprio compagno di suono.
- Quando la coppia si ricongiunge, festeggia inventando insieme un piccolo gesto celebrativo (es. un “high five” speciale o un inchino).
4) L’Isola dei Saluti (Ed. Fisica + Musica)
Come si gioca: Musica di sottofondo allegra e ritmata. I bambini camminano o saltellano liberamente per la stanza occupando tutto lo spazio a disposizione.
Svolgimento:
- Quando la musica si ferma, chiamo un tipo di saluto speciale da fare con il compagno più vicino:
- “Saluto spalla contro spalla!”
- “Saluto schiena contro schiena!”
- “Saluto con i mignoli!”
- “Saluto con il ginocchio!”
- “Saluto con le punte del naso!”
- Ognuno cerca un compagno diverso a ogni pausa della musica.
Quest’attività rompe le barriere del contatto fisico in modo ludico e strutturato, aiutando i bambini a superare l’imbarazzo iniziale nell’avvicinarsi agli altri.
5) Il Puzzle del Gruppo: Insieme sul Foglio (Arte + Matematica (spazio/insieme) + Relazione
Materiale: Un grande foglio di carta da pacchi steso a terra o uniti 4-6 fogli A3.
Svolgimento:
-
- Tutti i bambini si siedono attorno al grande foglio. Ciascuno sceglie un pennarello del suo colore preferito.
- Chiedo a ciascuno di tracciare una linea continua che parte dal proprio punto del foglio e “va a passeggio” verso il centro.
- Le linee di tutti si incroceranno creando tantissimi piccoli spazi chiusi sul foglio.
- Ora la consegna diventa collaborativa: “Scegliete uno spazio creato dall’incrocio della vostra linea con quella di un compagno e coloratelo insieme”.
Questa attività mi permette di osservare una serie di aspetti importanti di ciascuno ossia “come si gestisce lo spazio condiviso, la capacità di negoziare chi colora dove, la tolleranza verso l’invasione dello spazio grafico da parte dell’altro”. Quando si introduce il foglio bianco, l’intento non è produrre un lavoro “bello da vedere”, ma proporre una prova-gioco individuale o di gruppo a basso stress.
Tra l’altro, un foglio A3 posizionato al centro del tavolo o un grande foglio da pacchi condiviso permettono di annotare aspetti cruciali per la didattica che verrà:
- Impugnatura e pressione: la tonicità della mano e la fluidità del tratto.
- Organizzazione dello spazio grafico: come il bambino gestisce i confini del foglio.
- Gestione del confine interpersonale: la capacità di collaborare su uno spazio comune senza invadere o ritirarsi.
L’osservazione del primo periodo, e a classe formata, non serve a classificare o ad etichettare i bambini, ma a preparare il terreno per accoglierli esattamente per ciò che sono. Dare valore alle loro risorse pregresse attraverso il gioco, il movimento e la trasversalità consente di porre le basi per un clima sereno, gettando le fondamenta per una prima primaria equilibrata, inclusiva e pronta a partire con il giusto ritmo.
Per avere tutto a portata di mano tendo a predisporre sul mio iPad una griglia di osservazione veloce in cui appuntare gli aspetti salienti. Segno semplicemente i nomi dei bambini e delle bambine evidenziando 5 indicatori chiave (con punteggi da 1 a 3) a cui seguono una serie di domande che nella mia testa sono esplicite:
- Schema Corporeo e Spazio (Usa i concetti topologici? Ha equilibrio e coordinazione?)
- Prerequisiti Logici (Classifica per un criterio? Riconosce più/meno senza contare?)
- Discriminazione Uditiva e Ritmo (Adegua il gesto al ritmo? Riconosce stop/pause?)
- Osservazione e Sensi (Usa termini appropriati per descrivere materiali e percezioni?)
- Autoregolazione e Ascolto (Rispetta le regole del gioco, i turni e le consegne?)
Per concludere…
L’insieme di queste attività dovrebbe portare avanti l’idea che i primi giorni di scuola non devono essere un banco di prova per gli alunni affinché vengano misurati e valutati. Allo stesso tempo, in questa delicata fase, sarà importante osservare: il gioco, il movimento, le interazioni. Inoltre, gli albi illustrati non devono essere un intrattenimento prima delle “cose serie”, ma lo strumento più efficace per far emergere ciò che i bambini già sanno fare, senza sottoporli a prove che rischiano solo di metterli in ansia.
Mi rendo conto che questo approccio richiede tempo, attenzione e la disponibilità a mettere in discussione, proprio all’inizio dell’anno – quando non si vede l’ora di iniziare e mettere mano ai quaderni – tutte le prassi che siamo abituati a sfoderare anno dopo anno. In questa fase è inutile proporre attività a prescindere ma è invece importante adattarle alla classe che si ha davanti. Ma è proprio da un’osservazione così — leggera nella forma, rigorosa nella sostanza — che nascono le basi per costruire un gruppo classe equilibrato e pronto a partire.
Oltre a queste attività vi suggerisco di andare a sbirciare anche i post precedenti. Magari trovate altre ispirazioni:
Accoglienza in classe prima. Osservazione dei prerequisiti e divertimento con Un libro
Accoglienza in classe prima: Io sono foglia, e tu?
Accoglienza classe prima: conoscersi giocando (1)
Accoglienza Classe Prima. Lo schema corporeo con Achille il puntino
A chi, come me, si appresta a vivere un nuovo settembre in classe prima auguro un buon lavoro. Che questi primi giorni siano l’occasione per osservare con calma e senza la fretta di dover già “sapere tutto” dei propri alunni. Il resto — le fondamenta di una buona classe — verrà da lì.
Buon nuovo anno scolastico! Si riparte 🙂
