La maestra sull’albero… ai tempi del CoronaVirus (1)

Stamane sono uscita di buon’ora per andare a scuola… ma non per fare lezione. Era il mio primo giorno a piede libero visto che da domenica ero a casa malata. Durante la quarta ora di lezione frontale, venerdì mattina, ho avuto un caso di voce e poi da lì… tutto il resto. Come mi accade ogni anno, in inverno, da sempre… sin dai tempi delle superiori… quando ho iniziato a studiare e ripetere a voce alta. Per tutta la stagione invernale diventavo “la donna dalla voce rauca”. Ma questa è un’annata particolare. Quando lunedì mattina ho visto il mio medico le domande di rito sono state diverse dal solito: il CoronaVirus incombe. Per fortuna si è ridotto tutto in un: “Deve stare zitta e vedrà che tutto si aggiusta“. Con grande gioia di figli e marito ho cercato di star zitta per recuperare così la mia voce e far andar via tosse e seccature del caso. Niente febbre, niente spossatezza… quindi mi son messa a lavorare al mio pc impostando le prossime attività da fare con la classe. I miei tre giorni di malattia sono trascorsi così. Giovedì prevedevo di rientrare e invece no: da giovedì tutti a casa. Sapete perché. Sui social e in tv non si parla d’altro. Non voglio entrare in merito alle decisioni prese, a come si stia gestendo l’emergenza, a cosa sia giusto fare o cosa sia sbagliato. Non è questa la sede. Non voglio tediarvi oltre. Voglio solo fare il mio lavoro cercando di mettermi ancora una volta in discussione.

Ciò che mi ha colpita maggiormente è stata la reazione di tutti noi genitori e insegnanti. Ci siamo resi conti, improvvisamente, di quanto l’istituzione scuola sia il cardine che regge la società: si occupa della formazione e dell’educazione delle nuove generazione, è il luogo che si prende cura dei nostri figli quando noi siamo al lavoro, regola e gestisce i ritmi del nostro vivere da studenti, da genitori e da insegnanti. Questa può essere una buona occasione per riflettere sulle nostre debolezze ma anche sulla precarietà del tutto. I nostri figli ricorderanno questo evento sinché campano, non c’è dubbio. Da bambina ricordo ancora quanto mi terrorizzava l’idea che scoppiasse una terza guerra mondiale, le discussioni con i nonni (che l’avevano vissuta) e la manifestazione a Pirri contro la guerra con il maestro e la classe. Al tempo la guerra era qualcosa che ci toccava da vicino. Ricordo l’ansia dei conflitti con Gheddafi e le questioni legate ai luoghi del petrolio! Oggi la guerra invece sembra lontana, non ci preoccupa. Nel mondo muoiono intere popolazioni ogni giorno, in queste settimane la popolazione siriana è stata sterminata… la Palestina continua la sua inesorabile scomparsa… per fare qualche esempio veloce. Noi siamo tranquilli. Ci sentiamo al sicuro. Siamo abbastanza sereni anche quando apprendiamo che i Poli si stanno sciogliendo, la temperatura dei mari è salita di diversi gradi e gli orsi polari sono diventati cannibali… per non morire di fame. Tragedie. Ma non ci toccano. Noi siamo sicuri a casa, abbiamo la TV e il computer, palestre super-attrezzate in cui fare sport, la scuola che comunque sia funziona e ci consente di poter garantire un’istruzione e un futuro ai nostri figli. Abbiamo cibo e un tetto sulla testa. Un lavoro. Ma questa volta c’è la fregatura. Eh sì… una malattia incontrollabile (non come l’AIDS che ha mietuto vittime e continua a farlo… ma anche lì ci siamo sentiti intoccabili, o altre malattie) che può colpire teoricamente tutti e in tutte le zone della Terra. Il panico. Panico perché? Perché forse siamo chiamati a rispondere e riflettere su una serie di questioni che diversamente non ci porremmo… Chissà.  Mi viene in mente un film visto tanto tempo fa “L’esercito delle dodici scimmie” di Terry Gilliam. L’avete visto? Andatelo a cercare 😉 Affrontiamo anche questa. Sfruttiamo l’occasione per metterci in gioco, per capire che questa volta siamo costretti a trovare alternative. Io, per come sono fatta, non ho intenzione di restare in balia delle onde. Cerco di mettermi in gioco. Sarà un’altra, buona occasione per imparare qualcosa. Bisogna avere fiducia. Altrimenti siamo fregati proprio!

Queste mie riflessioni, che lasciano il tempo che trovano e sono più che altro per me, non sono importanti. In questo spazio mi interessa condividere la mia esperienza di insegnante in questi giorni di “riposo forzato”… che riposo non è. Non deve esserlo. Cosa ha fatto la maestra sull’albero? Cosa possiamo fare noi insegnanti per garantire che l’attività didattica, e il diritto allo studio dei nostri studenti, non si interrompa? Perché la questione è questa: garantire il diritto allo studio. Nel mio piccolo ho cercato di sfruttare le mie conoscenze e i mie mezzi per metterle a disposizione dei miei studenti ma mi rendo conto che per molti colleghi la questione non sia facile da gestire, così… dall’oggi al domani. Da quanto sto vedendo (sia nella mia scuola che in quella dei mie figli che frequentano la scuola superiore di primo grado) molti docenti stanno caricando compiti e attività da svolgere a casa sul registro elettronico. Con la mia quarta utilizzo da quando eravamo in seconda la piattaforma Edmodo. Dopo un corso sulla Flipped Learning ho infatti deciso di avviare con la classe alcuni percorsi di didattica rovesciata e la piattaforma, in questi anni, mi è servita per condividere materiali extra. I miei alunni non interagiscono e non caricano niente ma comunque possono fruire del materiale. C’è una certa interazione con i genitori che vigilano da casa (i bambini non devono essere lasciati soli davanti al pc per ovvie ragioni… anche se l’ambiente virtuale messo a loro disposizione è sicuro come lo sono i materiali). Come ho proceduto:

  1. La mia scuola ha subito attivato un canale di collegamento tra docenti e animatore digitale in cui ci ha fornito di una serie di opportunità per seguire da casa corsi di aggiornamento su come fare lezioni in tele-didattica e quali software utilizzare per condividere e gestire il materiale con i ragazzi. Allo stesso tempo ha permesso l’accesso a scuola entro la giornata odierna per poter far recuperare libri e quaderni lasciati in aula da parte degli studenti.
  2. Ho preso in mano la programmazione che avevo predisposto in queste settimane e l’ho rielaborata affinché potesse essere fruibile online (condividendola sulla piattaforma Edmodo… anche se non è l’unica strada).
  3. Ho messo mano alle mie competenze e conoscenze per creare lezioni virtuali in modo da far proseguire il flusso didattico anche da casa.
  4. Ogni giorno metterò a disposizione quanto creato in riferimento al mio orario settimanale (ieri ho caricato scienze, tecnologia e informatica e oggi matematica – ad esempio).
  5. Navigo a vista in base alle necessità e anche ai riscontri da parte delle famiglie.

Punto Primo. Tra le dritte arrivate dalla mia collega animatrice digitale vi segnalo la piattaforma arete in cui ho trovato vari minicorsi accredita MIUR e in particolare ho fatto proprio ieri un mini-corso gratuito per imparare a fare piccole video lezioni da caricare online. Ecco il LINK.  Conoscevo già il software Screencast-O-Matic ma non mi ero mai cimentata nella creazione di video per mancata necessità (e anche per la mia reticenza ad apparire in video e a registrare la mia voce). Vi dico solo che il corso è molto semplice, ben fatto, il software si scarica in un attimo e la versione gratuita consente di fare moltissimo. A fine giornata ho caricato il mio primo video utilizzando il mio canale Youtube. Vi spiegherò come ho fatto…

Punto Secondo. Programmando per settimane, e predisponendo il materiale da presentare a scuola per tempo, non ho avuto difficoltà a riorganizzarlo al meglio affinché potesse essere fruibile. Io lavoro con il digitale, lo sapete bene. Utilizzo la LIM per tracciare le mie lezioni costruite insieme ai bambini momento per momento (anche se uso la lavagna nera per esempi e ragionamenti da segnare in maniera estemporanea), mi avvalgo di video che carico su pendrive collegata alla lim o contenuti precedentemente preparati a casa (come mappe, documenti di testo, slide ecc) e poi ultimamente utilizzo l’iPad Pro che ha segnato un cambio di rotta.   Infatti predispongo il mio quaderno virtuale (caricato sulla meravigliosa app GoodNotes) che collego direttamente alla LIM. Il quaderno mi consente anche di lavorare in corso d’opera insieme a loro grazie alla applepen: io lavoro sul mio quaderno, loro in quello cartaceo e contemporaneamente possono vedere come gestire lo spazio sul foglio grazie a quello che proietto dal mio alla LIM. Una cosa straordinaria. Quindi avevo già diverse lezioni pronte nei miei quaderni virtuali. Si è trattato di trasformare ogni pagina in PDF o immagini e poi condividerle in piattaforma (in questi giorni che siamo a casa). Inoltre condivido con i genitori le foto dei quaderni e delle attività di classe caricando tutto su GoogleDrive.

Punto Terzo. Grazie al cielo in questi anni ho continuato a formarmi e a tenere viva la curiosità per le nuove didattiche. Quale migliore occasione per metterle a punto? Ma comunque sia non ci si deve disperare perché si trovano alternative anche più semplici. Quindi se pensi di essere non proprio aggiornata o magari di non essere una maestra 2.0 non disperare.

Punto QUARTO. Ho deciso di scandire i ritmi di lavoro esattamente come avviene a scuola. Questo dovrebbe consentire ai bambini di non perdere il ritmo, di evitare un accumulo inutile di attività da fare e di gestire al meglio le giornate (che comunque vanno trascorse a casa e devono essere tenute impegnate). Quindi le mie due ore di scienze di giovedì sono state trasferite su Edmodo dove ho caricato sulla piattaforma un link a BlendSpace in cui il materiale è fruibile e meglio organizzato. Qui vedete come ho gestito la cosa (fatto in giornata e in modo che fosse fruibile in maniera veloce ed efficace per tutti). Per quanto riguarda invece le attività che avremmo dovuto fare in tecnologia e informatica ho predisposto un piccolo Padletche aggiornerò di settimana in settimana (sperando che non siano tante!).  Ieri sera poi ho lavorato al video e stamattina (previste da orario le due ore di matematica) ho caricato in piattaforma questo link completo di tutto.

Insomma: chi l’avrebbe mai detto che avrei fatto lezione in video? In realtà ci ho preso pure gusto 😉 Mi stanno venendo in mente tante attività da proporre. Cercherò di condividere materiali e idee con voi. Nel prossimo post spiego come ho realizzato il video sui numeri decimali che avete visto nel link sopra.  Dettagli su una serie di aspetti e dritte verranno forniti nel dettaglio.  Riflessioni e idee verranno condivise in corso d’opera. Sarebbe bello che si attivasse una rete pulsante di insegnanti e genitori che scambiano idee e materiali per superare insieme questo momento particolare.

Buon lavoro e che la creatività sia con voi!

 

 

2 Comments on “La maestra sull’albero… ai tempi del CoronaVirus (1)”

  1. Sei eccezionale Michela, grazie per i tuoi articoli e le proposte che apprezzo tanto !
    Cerco di studiare bene il tuo materiale e di proporlo ai miei alunni !
    Che insegnante fantastica sei !

    1. Grazie Patrizia! Sei troppo buona 🙂 Mi piace il mio lavoro e cerco di farlo con impegno, credo che questo sia importante. E poi è sicuramente un’ottima spinta per me poter condividere con insegnanti pieni di entusiasmo come te il mio lavoro. Buon lavoro e un caro saluto

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