Laboratorio della carta riciclata: il nostro percorso sull’invenzione della carta tra tecnologia e comunicazione.

Laboratorio Carta riciclata

Alcuni giorni fa ho pubblicato sul profilo Instagram della Finestra sull’albero un riassunto visivo su un’esperienza fatta nella mia classe grazie ad una collega che ci ha fatto sperimentare in presa diretta il ciclo produttivo della carta. Dopo quel post su Instagram ho ricevuto varie richieste di documentazione dell’intero percorso… ed eccomi qua a cercare di raccontarvelo.

 

Premessa. Quest’anno abbiamo provato a capire quale sia il ruolo della tecnologia nelle nostre vite, quando la tecnologia ha iniziato ad “esistere” ma soprattutto cosa significa “tecnologia”. In molti collegano questo termine a quello che in realtà riguarda le nuove tecnologie. Tecnologia, per molti alunni e alunne, è tutto ciò che riguarda l’informatica, la robotica, l’automazione e, idealmente, un futuro fatto di oggetti incredibili che fanno di tutto mentre l’essere umano resta a guardare. Già dalle prime classi abbiamo ragionato sul fatto che anche una penna, nella sua semplicità è tecnologica e, quest’anno, abbiamo capito che la storia della tecnologia inizia quanto, per la prima volta, l’essere umano ha avuto l’idea di scheggiare la pietra e dare una funzione ben precisa ad un materiale facendolo diventare oggetto. L’essere umano infatti ha capacità tecnologiche che gli permettono di immaginare oggetti, progettare le sequenze di azioni che servono per costruirli, inventare strumenti per facilitarne il processo di produzione e anche modificarli per renderli migliori. Il processo d’apprendimento che caratterizza noi esseri umani fa sicuramente la differenza. Anche un uccellino che costruisce un nido con rami e altri materiali trovati in natura può essere di per sé tecnologico ma se ci pensiamo bene la rondine che costruisce il suo nido probabilmente opera in questo modo da sempre. Le nostre case, invece, si sono evolute e sono migliorate con il passare del tempo e con i progressi che l’umanità ha compiuto. Gli animali operano con l’istituto, noi siamo esseri pensanti che imparano dall’esperienza nostra e altrui. Ecco perché siamo “tecnologici”.

Abbiamo cercato di capire quale sia l’esigenza che ci spinge ad inventare oggetti e a migliorarli. Sicuramente nasce tutto da un bisogno che si lega alla necessità di rendere la nostra vita “migliore”. Ma come? Raccogliendo le testimonianze della classe e spingendo loro a fare esempi su come gli oggetti ci siano utili e perché, siamo giunti alla conclusione che la tecnologia:

  • Rende il lavoro meno faticoso –> nel passato l’aratro, oggi le macchine industriali per lavorare la terra e seminare; nel passato calamaio e fogli di carta, oggi il computer per scrivere;
  • Ci consente di superare i limiti del corpo umano –> l’invenzione del microscopio, ad esempio, ci ha permesso di osservare minuscole realtà a noi sconosciute a occhio nudo; gli occhiali ci permettono di vedere meglio se la nostra vista ha dei problemi; gli arti artificiali consentono a chi ha perso braccia e gambe di poter vivere in maniera più adeguata.
  • Migliora le comunicazioni –> il papiro in passato, i dispositivi tecnologici oggi.
  • Stimola la creatività  –> perché abbiamo bisogno di oggetti utili ma anche belli perché anche l’estetica ha dei benefici sul nostro umore, ad esempio.

 

Ho proposto loro di ragionare in questo senso è trovare un oggetto che, in qualche modo, raccolga tutte queste importanti funzioni e che abbia a che fare con la quotidianità. Ho dato io l’esempio scrivendo alla lavagna quello che rappresenta per me l’iPad che uso ogni giorno a scuola: sicuramente l’utilizzo del mio iPad rende meno faticoso e più efficace il mio lavoro; mi consente di fare una serie di cose che senza il supporto della tecnologia non potrei fare; posso condividere ciò che faccio ad una serie di persone comunicando velocemente e senza problemi in svariati modi; stimola la mia creatività perché mi consente davvero di inventare, progettare e creare una serie di lezioni come mai mi era accaduto.

Mappa concettuale sulla CARTA

Tornando al nostro percorso…

Ma come siamo arrivati alla carta? Negli anni scorsi abbiamo parlato di materiali e oggetti, individuato caratteristiche, usi, funzioni. Quest’anno ho deciso di parlare del rapporto tra oggetti e essere umani da un punto di vista “innovativo”. Quali oggetti hanno cambiato il nostro mondo? Quali scoperte hanno reso possibile l’invenzione di oggetti che hanno avuto il potere di cambiare l’umanità? Il nostro percorso ha scandagliato la differenza tra invenzioni e scoperte con una serie di ricerche, attività ed esperienze coinvolgenti, per poi approdare all’invenzione della scrittura e della carta. Questo ci ha permesso di iniziare a riflettere sul rapporto tra tecnologia e comunicazione (argomento che sto sviluppando anche nel nostro laboratorio di informatica e che ci ha consentito di affrontare anche alcuni argomenti “spinosi” in educazione civica): come comunichiamo oggi? Quali strumenti usiamo per lasciare i nostri “messaggi”?

In storia hanno affrontato l’invenzione della scrittura e così mi sono collegata al lavoro della collega per sviluppare l’argomento da un punto di vista tecnologico. Alcune domande chiave sono state: cos’è la scrittura? Perché è importante? Qual è il suo scopo? Come e quando nasce?

Il passaggio tra “scrittura nell’antichità” e “invenzione della carta” è stato automatico. La mappa concettuale che abbiamo costruito insieme ci ha consentito di focalizzare l’attenzione su quanto appreso negli anni e tirare le somme sulle caratteristiche della carta, gli usi, la materia prima dalla quale si ricava e infine… parlare del ciclo produttivo. Prima di introdurre però il ciclo produttivo della carta ho proposto alla classe di guardare a casa un video su YouTube sull’invenzione della carta che fa parte di una serie di spezzoni tratti da Ulisse il fascino della scoperta di Alberto Angela. Ovviamente i bambini hanno visto il filmato (lungo circa 15 minuti) sull’argomento che ci interessava direttamente a casa e poi risposto ad una serie di domande sui contenuti del video. A dirla tutta non mi sono neanche stressata a pensare delle domande specifiche perché, anche stavolta, la tecnologia è venuta in mio aiuto: ho condiviso su chatGPT il link del video e ho chiesto che venissero elaborate una serie di quesiti sui contenuti tenendo conto che le domande sarebbero state rivolte ad una classe quarta di scuola primaria. L’esperimento è andato a buon fine e poi, una volta a scuola, abbiamo condiviso le informazioni e tirato le somme sul quaderno. Finalmente abbiamo potuto parlare delle fasi del ciclo produttivo della carta schematizzando con alcune immagini e partendo dal video “Materiali: dal legno alla carta” di Maestra Arianna su YouTube e approfondito con l’articolo su FocusJunior online “Come si fa la carta”.

Ciclo produttivo della carta

L’esperienza passo per passo…

Quando è arrivata maestra Roberta tra i banchi con le sue attrezzature per fare la “nostra carta riciclata” eravamo dei veri esperti. Il ciclo produttivo industriale della carta ha infatti alcuni passaggi simili a quelli che abbiamo visto insieme a scuola. Ecco com’è andata l’esperienza fase per fase.

 

1. Predisposizione della materia prima.

È nostra buona abitudine non buttare la carta che può essere riutilizzata per fare calcoli in brutta, sperimentare con la geometria, ecc. Questa volta però abbiamo preparato una busta con tutta la carta già usata che poteva rivivere una nuova vita. Per alcune settimane abbiamo raccolto fogli bianchi già scritti, fogli bianchi rovinati o strappati, fogli con disegni non più utilizzabili. Questi fogli poi sono stati sminuzzati a mano dai bambini durante le ore di pausa. L’intento era quello di predisporre la materia prima utile a fare la pasta di carta. Questa prima fase ci ha consentito anche di parlare di riciclo, importanza di non buttare i materiali in maniera indiscriminata e di fare dei gesti importanti per il nostro ambiente anche attraverso la differenziazione.

2. Preparazione della pasta.

Quando è arrivata maestra Roberta il nostro bustone era pronto di pezzetti di carta sminuzzata. Due ore prima, una bella porzione di carta è stata messa in un contenitore con dell’acqua per ammorbidire i pezzi ed essere poi lavorati al meglio. In questa fase l’acqua, come anche nella fase industriale, ha una grande importanza. I pezzetti sminuzzati e ammorbiditi sono stati sistemati in una bacinella e poi frullati con un classico frullatore a immersione.

3. Stesura della pasta nel telaietto.

In questa fase è necessario avere in dotazione un piccolo attrezzo che consente di creare la forma del foglio. È una sorta di telaietto, che si trova anche in commercio composto da stampo e cascio (lo stampo è una cornice in legno con una retina a trama stretta e il cascio è una cornice identica che va posizionata sopra ma senza retina), che abbiamo costruito con una zanzariera e dei pezzi di legno da cornice. Il telaietto completo, con lo stampo sotto e sopra il cascio, è stato immerso nella bacinella piena di pasta di carta in modo da riempirlo, senza eccedere, in maniera regolare. Una volta distribuita la pasta, con attenzione si stacca il cascio lasciando depositata la pasta sullo stampo.

4. Predisposizione dei teli assorbenti.

Si predispongono delle pezze e strofinacci per “accogliere” il foglio creato. Noi abbiamo utilizzato una salvietta di carta assorbente spessa ma non spappolabile (nell’immagine è il foglio rosso…  ma può essere di tutti i colori, anzi, se è bianco è meglio perché non rilascia colore) disposta su una retina di materiale pastificato, traspirante e idrorepellente (nella foto è azzurro), che consente una veloce asciugatura. Per farvi capire il tipo di materiale, è quello che si mette nei tavoli sotto la tovaglia per proteggere il legno in caso di “incidenti a tavola”.

5. Sistemazione del foglio e assorbimento acqua in eccesso.

Una volta sistemato il doppio telo assorbente (rosso sopra e azzurro sotto) si ribalta il telaietto e con attenzione lo si dispone sopra, dalla parte della pasta di carta. La parte con la retina, rimasta sopra, andrà tamponata delicatamente con una spugnetta da cucina sino a quando l’acqua in eccesso sarà tolta. In questa fase è necessario premere delicatamente in maniera omogenea anche per favorire la distribuzione della carta in modo che non ci siano parti più spesse di altre. Per i più creativi, prima di ribaltare il telaietto sui fogli assorbenti, si possono disporre sulla pagina fiori secchi, foglioline ecc, e rendere il tutto più particolare.

6. Sistemazione del foglio per l’asciugatura finale.

Siamo alla conclusione della fase operativa. Una volta tolta l’acqua in eccesso stacchiamo con cura il telaietto in modo che il foglio di carta resti depositato sugli strofinacci. Il foglio è pronto ma è ancora bagnato quindi dobbiamo sistemarlo in un piano ad asciugare. In aula abbiamo messo una tovaglia plastificata sulla quale sistemare tutti i fogli, alcuni li abbiamo appesi con delle mollette ad un filo, e aspettato che asciugassero.

7. Fogli pronti e pressatura.

Una volta che i fogli si sono asciugati (più o meno in 24 ore) sono stati tolti dagli strofinacci e poi sistemati in modo da renderli più “stesi e meno accartocciati”. Io li ho messi sotto una grossa scatola piena di oggetti pesanti ma possiamo usare pile di libri o anche una pressa per la carta e dei morsetti con delle presse se li abbiamo. I fogli possono essere anche stirati con un classico ferro da stiro.

8. Spazio alla fantasia.

Adesso il gioco è fatto. Abbiamo i nostri fogli. L’effetto è molto bello e particolare. I nostri sono un po’ ruvidi, bianchi con dei pezzettini minuscoli colorati (perché la carta usata conteneva scritte e disegni colorati) e molto carini. Come possiamo utilizzarli? Rilegarli e fare un libro di classe? Fare dei segnalibri decorati? Fare un biglietto d’auguri per la Festa della Mamma? Le idee sono tante 🙂

 

L’esperienza è stata ricca e coinvolgente. Ogni bambino ha prodotto il proprio foglio ed eseguito ogni fase in autonomia con la nostra guida e supervisione. Una bella esperienza da ripetere altre volte e che, facilmente, si può fare anche a casa. Ovviamente la carta può essere scritta e disegnata a lavoro finito ma può essere fatta direttamente colorata in fase di preparazione pasta… aggiungendo colore a tempera o colori naturali.

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