#CLASSEPRIMA SCIENZE (3). Giochiamo, creiamo e sperimentiamo coi cinque sensi: L’UDITO.

Dopo aver sperimentato con la vista possiamo dedicarci al senso dell’udito. Nel primo mese di scienze ci è già capitato di affrontare l’argomento ma sempre collocando il tutto in un contesto generale. Abbiamo perlustrato coi nostri sensi la realtà circostante ma adesso ci concentriamo sull’udito.

Cerco di catturare l’attenzione della classe con domande mirate basate sulla loro esperienza: “Riconoscete a occhi chiusi la voce della vostra mamma e quella del vostro papà?”, “C’è un suono che ti fa ricordare qualcosa di bello?”, “Esiste un rumore che proprio non sopporti? Perché?” , “Avete mai immaginato un mondo senza suoni e rumori? Cosa potrebbe accadere?”. Riflettiamo insieme sull’importanza dell’udito e come le nostre orecchie, l’organo dell’udito, mandano al cervello informazioni importantissime relative ai suoni percepiti. Spesso i rumori che ci circondano vengono trascurati, li sentiamo ma non li ascoltiamo. “Che differenza c’è tra sentire e ascoltare?” Pensiamo a tutte le volte che vi chiedo di eseguire una consegna… Certamente sentite la mia voce, ma la state davvero ascoltando? Proviamo a fare maggiore attenzione ai suoni che ci circondano. In musica avete già imparato a distinguere un suono da un rumore e imparato che ci sono suoni forti e suoni deboli. Ma siamo dei buoni ascoltatori? Per sondare il terreno propongo un gioco uditivo. Sul mio iPad ho scaricato una app che raccoglie tantissimi suoni e rumori classificati per le categorie più disparate (versi degli animali, strumenti musicali, rumori di casa, mezzi di trasporto… ecc.). Chiedo di ascoltare con attenzione il rumore proposto e indovinare di che si tratta. Ci divertiamo a giocare per un po’. Poi facciamo un altro tipo di esperimento: associamo a ciascun suono un segno visivo (ad esempio cane a puntino blu; rumore del microonde a linea orizzontale rossa; accordo di chitarra a puntino verde; pioggia a linea verticale blu) segnandoli alla lavagna e poi al via proporrò la sequenza di suoni. Via via che il suono sarà percepito dovrà essere segnato il segno corrispondente. Chi è stato in grado di prendere correttamente gli appunti sonori? Possiamo proporre un esercizio simile utilizzando anche suoni pronunciati con la voce (ad esempio le vocali cantate) e attribuendo forme e colori che poi vengono scritte e cantate a mo’ di spartito. A tal proposito, una collega alcuni giorni fa ha condiviso sulla sua pagina FB il link di un sito interessantissimo che non conoscevo e mi si è aperto un mondo. Io non insegno musica ma son certa che mi verrà sicuramente qualche idea per utilizzare tutti i giochi musicali presenti nella pagina. In questo percorso sull’udito decido di esplorare insieme alla classe alcuni giochi. Ecco il link per giocare con Chrome Musiclab. Son certa che vi divertirete anche voi e scoprirete con piacere le potenzialità di questo sito.

Per saperne di più sull’udito e i suoni racconto un po’ di informazioni che, lo sappiamo, verranno approfondite in quinta quando faremo il corpo umano in maniera approfondita. Cosa dobbiamo sapere dell’udito e delle orecchie? Prima di tutto che l’udito è un senso meccanico. Infatti, come per il tatto, le cellule uditive vengono “attivate” con la pelle. Il nostro corpo percepisce i suoni attraverso le onde sonore che viaggiano grazie all’aria che ci circonda e vengono poi catturate dalle nostre orecchie. I rumori, infatti, sono oscillazione dell’aria! Se andassimo nello spazio, dove non c’è aria… non potremmo sentire niente! Nel nostro orecchio c’è una membrana, il timpano, che oscilla ad ogni movimento dell’aria e manda l’informazione sonora ad altri piccoli componenti all’interno del nostro orecchio sino ad arrivare al cervello. Ovviamente se l’oscillazione è bella forte noi sentiremo un suono forte, se è debole percepiremo il suono in maniera meno forte. Quando ci tappiamo le orecchie, ad esempio, sentiamo meno. Perché? Se mettiamo le mani a coprire le orecchie la vibrazione verrà comunque percepita dal corpo, troverà una barriera nelle nostre mani ma arriverà comunque al timpano che registrerà quella oscillazione ma in modo più debole. Cosa succede se invece utilizzo la mia mano per veicolare il rumore come se fosse una cornetta? O se metto un tubo di cartoncino nel mio orecchio indirizzandolo alla fonte sonora? In questo caso sento meglio proprio perché sto indirizzando la vibrazione dritta al mio timpano! Con questo sistema sto ampliando il mio padiglione auricolare… che, ci avete fatto caso, ha una forma speciale proprio per catturare meglio le vibrazioni. Facciamo alcuni esperimenti utilizzando un rotolo di carta assorbente indirizzato a varie fonti sonore e provando a tapparlo o meno con la mano.

Anche per parlare ci serve l’aria. Le nostre corde vocali (che sono nella trachea) oscillano ed emettono suoni grazia all’aria che vi passa. Come arriva l’aria nella nostra gola? Attraverso il naso e la bocca. Il suono che emettiamo con la nostra voce (mentre parliamo o cantiamo) viene ascoltata dagli altri ma anche da noi. Noi sentiamo la nostra voce in maniera leggermente diversa rispetto a come la sentono gli altri… proprio perché proviene dal nostro interno. Proviamo a fare un esperimento per dimostrare che l’aria è fondamentale per farci emettere suoni, oltre che per percepirli. Inspiriamo (facendo così immettere l’aria dentro il nostro corpo) e contemporaneamente proviamo ad emettere un suono: ci accorgiamo che la voce sembra strana e roca… costringendoci a far fatica. Proviamo invece ad emettere un suono mentre espiriamo, va decisamente meglio! E se non avessimo la bocca? Proviamo a parlare a bocca chiusa: cosa accade? Stiamo emettendo suoni ma non siamo in grado di dire niente. Abbiamo bisogno delle labbra che si muovono e anche della lingua. Proviamo insieme a dire alcune lettere dell’alfabeto facendo attenzione a come mettiamo la lingua e le labbra. E se ci tappiamo il naso? Cosa succede? Sperimentiamo un po’. Per affinare l’ascolto possiamo poi giocare anche in palestra con alcune attività mirate che trovate in un mio post precedente.

Ora giochiamo con i suoni. Distribuisco una serie di rotoli di carta igienica e di rotoli di carta assorbente a gruppi da quattro. Ogni gruppo dovrà utilizzare i rotoli per creare degli strumenti di ascolto. Possono formare un canale uditivo lungo o lunghissimo, doppio o triplo. Dopo aver costruito il canale sperimentano coi suoni e provano a notare le differenze tra uno strumento e l’altro.

Un altro gioco interessante è quello delle scatole sonore. Portiamo in classe scatolette di cartone, di latta, di tessuto. All’interno mettiamo alcuni oggetti di diverso tipo (monetine, bottoni, bastoncini, pezzettini di carta) e chiudiamo ciascuna scatolina. Cosa succede? Quali oggetti riusciamo a sentire meglio? Quale scatolina ci consente di avere una percezione migliore del suono? Questo tipo di attività è interessante anche per capire le caratteristiche dei materiali. Alcuni sono dei buoni isolanti (assorbono le vibrazioni) mentre altri sono degli ottimi amplificatori (potenziano le vibrazioni). Chi ha scoperto quale materiale ha la capacità di farci percepire meglio il rumore? Condividiamo le nostre esperienze. Su questa attività svilupperemo il prossimo percorso di tecnologia sui materiali.

4 Comments on “#CLASSEPRIMA SCIENZE (3). Giochiamo, creiamo e sperimentiamo coi cinque sensi: L’UDITO.”

  1. Buongiorno maestra Michela,
    trovo gli spunti forniti molto interessanti!
    Quando continuerà con le sperimentazione dei sensi mancanti?
    Grazie

    1. Purtroppo non sono riuscita a documentare sul sito il percorso fatto lo scorso anno nella mia prima. Con i vari impegni non sempre riesco a star dietro al sito. Mi dispiace 🙂

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